Politica sulle licenze

Cosa intendiamo per open source, le etichette che usiamo e cosa resta fuori dal catalogo.

Bozza 0.1, ottobre 2026

Cosa intendiamo per “open source”

Per noi un software è open source se tutto il codice che distribuisce è sotto una licenza approvata dalla Open Source Initiative (OSI), riconosciuta con il suo identificatore SPDX. Leggiamo la licenza nei file del progetto e ne conserviamo la prova e la data del controllo.

Le etichette

  • Open source: licenza approvata OSI (es. MIT, Apache-2.0, GPL, AGPL, MPL, BSD).
  • Libero (non OSI): licenza libera o dedica al pubblico dominio non presente nella lista OSI (es. CC0, Unlicense dove applicabile).

Cosa resta fuori

Le licenze “source-available” (per esempio BUSL, SSPL, Elastic License, FSL, Commons Clause, PolyForm) permettono di leggere il codice ma ne limitano l'uso: non rispettano la definizione di open source e non sono nel catalogo. I progetti senza licenza, con licenze non commerciali o con limiti su chi può usare il software non sono ammessi.

Come verifichiamo

Leggiamo la licenza dal repository e la confrontiamo con i dati dei canali d'installazione (F-Droid, Flathub, Homebrew). Se non coincidono la scheda lo indica e controlliamo a mano. Il controllo si ripete a ogni aggiornamento del catalogo.

Se la licenza cambia

Se un progetto passa a una licenza non approvata lo togliamo dal catalogo.

Se non sei d'accordo

Scrivici a [email di contatto] con le prove: rispondiamo entro [10] giorni lavorativi.