Politica sulle licenze
Cosa intendiamo per open source, le etichette che usiamo e cosa resta fuori dal catalogo.
Cosa intendiamo per “open source”
Per noi un software è open source se tutto il codice che distribuisce è sotto una licenza approvata dalla Open Source Initiative (OSI), riconosciuta con il suo identificatore SPDX. Leggiamo la licenza nei file del progetto e ne conserviamo la prova e la data del controllo.
Le etichette
- Open source: licenza approvata OSI (es. MIT, Apache-2.0, GPL, AGPL, MPL, BSD).
- Libero (non OSI): licenza libera o dedica al pubblico dominio non presente nella lista OSI (es. CC0, Unlicense dove applicabile).
Cosa resta fuori
Le licenze “source-available” (per esempio BUSL, SSPL, Elastic License, FSL, Commons Clause, PolyForm) permettono di leggere il codice ma ne limitano l'uso: non rispettano la definizione di open source e non sono nel catalogo. I progetti senza licenza, con licenze non commerciali o con limiti su chi può usare il software non sono ammessi.
Come verifichiamo
Leggiamo la licenza dal repository e la confrontiamo con i dati dei canali d'installazione (F-Droid, Flathub, Homebrew). Se non coincidono la scheda lo indica e controlliamo a mano. Il controllo si ripete a ogni aggiornamento del catalogo.
Se la licenza cambia
Se un progetto passa a una licenza non approvata lo togliamo dal catalogo.
Se non sei d'accordo
Scrivici a [email di contatto] con le prove: rispondiamo entro [10] giorni lavorativi.